CAMPIONATI DI CICLOMECCANICA 2020

mercoledì 29 aprile 2009

Stesso giro, altro fiume

Oggi era una giornata come tante altre, al lavoro fino alle 3 di notte e alle 9 di nuovo operativo...
Verso le 17 non ne avevo più: era arrivato il momento di un giro in bici per schiarire le idee! Nemmeno il tempo di concludere il pensiero, che mi ritrovo vestito e con la borraccia in mano...

Parto per il solito giro breve sulla ciclabile del Marecchia, 20km, 1 ora, compresa la sosta finale di contemplazione alla foce del fiume.
Quando mi ritrovo sullo stradone della nuova fiera mi accorgo di aver lasciato la testa altrove, forse collegata al pc... invornito! Non ho girato verso le Celle, sto andando da tutt'altra parte!
Amen, faccio due conti col navigatore cerebrale e decido di andare a Savignano passando per le strade di campagna. In fondo dovevamo andarci una o due domeniche fa ma il tempo non era stato dalla nostra parte.

Passo davanti a casa di Marco, ma non mi fermo, sono bastardo, poi a San Vito e infine arrivo a Savignano sul Rubicone. Non sono stanco, saranno stati 12-13km di pianura con un solo GPM al cavalcavia che porta alla Via Emilia: ma sì, posso tornare passando per un'altra strada!

Supero il centro di Savignano e giro a destra, arrivo a San Mauro Pascoli, proseguo mangiando una barretta e puntando verso il mare fino a quando mi accorgo che la direzione è sbagliata... merda, laggiù c'è l'autostrada! Allora le indicazioni per Bellaria viste un chilometro fa erano giuste, ma vatti a fidare... e poi stavo mangiando la barretta :-)
Torno sulla strada corretta tenendomi alle spalle il sole, che nel frattempo è scomparso dietro a delle nubi piuttosto minacciose e dopo qualche km mi accorgo che qualcosa mi segue, anzi mi affianca... mah.. mah... è una strada sterrata, e quello è un fiume! Non sarà mica la leggendaria ciclabile di Bellaria??? Poco importa, l'asfalto mi sta annoiando, salgo su e vediamo dove mi porta!

Percorro il tracciato seguendo le curve del fiume sulla sponda sinistra, non c'è un cane, anzi uno lo incontro e osa anche abbaiarmi dietro... tsè! La strada è larga e ben tenuta, ai lati l'erba è stata tagliata da poco e più in basso si vede un secondo sentiero, più stretto e immerso nell'erba alta; un metro più sotto il fiume, l'Uso. Lo sospettavo, ma ho avuto la conferma leggendo uno dei pannelli posizionati ai lati ogni chilometro (o forse meno). Noto addirittura, sull'altra sponda del fiume, una pista da cross, o volendo da pseudo-down-hill: un giorno la proveremo.

Arrivo ad un bivio, o meglio, mi si presenta sulla destra un ponte di recente costruzione che attraversa il fiume; vale la pena fermarsi a scattare due foto, altrimenti senza documentazione nessuno crederà alla mia scoperta!
Riconosco il luogo oltre il ponte: è uno degli incroci di Bellaria che portano alla SS16; potrei proseguire ancora lungo il fiume, ma viste le nuvole arrabbiate che ho alle spalle decido di attraversarlo e tornare verso Viserba passando per la vecchia Via Ravenna. Il resto è semplice e poco interessante.

@ home noto che il contachilometri segna 39.8km e 1h43m, ho sforato un po', ho scolato la borraccia, e non sono poi così stanco, alla faccia dell'anemia che comunque è quasi sparita.
Ringrazio per una volta il vento contrario... ho scoperto di riuscire a mantenere un regime di rotazione delle gambe inimmaginabile per me, viaggiando sopra la media con un rapporto leggero e mai usato prima in pianura.

Sono psicologicamente pronto per rifare le salite dell'estate scorsa!


Ponte che attraversa l'Uso all'inizio di Bellaria


Fiume Uso - Direzione mare (curva a destra)


Fiume Uso - Direzione monte (curva a destra)


Mappa dei sentieri


Altra roba che non ho letto


Percorso - 39.8 km

martedì 28 aprile 2009

Incentivi per l'acquisto di biciclette


Sono arrivati gli incentivi per l'acquisto di biciclette nuove (oltre che bici elettriche e motorini) senza rottamazione. L'incentivo è del 30% del prezzo di listino, fino a un massimo di 700 euro.
La cosa assurda è che questa manovra viene spacciata come "eco-incentivo per chi va a lavorare in bicicletta", però guarda caso io vado a lavorare in bicicletta e sono ancora più eco perchè ne ho riciclato una vecchia... naturalmente non mi danno niente!
La seconda assurdità è che con questo meccanismo, ci guadagna di più quello che si compra una bici da corsa da 2300 euro, piuttosto che quello che si accontenta di una bici normale... anche perchè non ha molti soldi da spendere. Ma voi conoscete qualcuno che va a lavorare con una bici da 2300 euro? Se la porta in ufficio?
Comunque se siete interessati ecco i listini del ministero con le bici che godono dell'incentivo, suddivisi per marca (naturalemtne le più costose ci sono tutte).
Ci sono da spendere circa 8 milioni di euro per tutto l'anno, ma siccome sono "ad esaurimento" è possibile che i fondi finiscano prima quindi conviene non rischiare.
Tutti i dettagli qui.

domenica 26 aprile 2009

Aereodinamica

E io che ho sempre pensato che fossero stati fatti a caso, mai più in bici senza il cappellino appropriato e indossato correttamente.

A.N.C.C.

L'Associazione Nazionale per i Comandi del Cambio ha indetto per sabato 2 Maggio una manifestazione contro l'ignobile obbrobrio che affligge da mesi il manubrio della povera Bici Ragno

L'immagine che segue è cruenta e difficile da sopportare ma tutti hanno il dovere di sapere in che stato versano i comandi della povero velocipede.

Sabato 2 Maggio dopo Pranzo ci recheremo con bandiere e striscioni sotto casa di Ra2f protestando per un mondo di comandi felici e funzionanti.

l'Associazione non si assume la responsabilità di flange estremiste armate di cacciaviti, chiavi e martelli.

85% Ruggine 10% Campagnolo 5% Lozzo

A grande richiesta, ecco a voi le foto del rottame nero campagnolato!


Accuratamente selezionata nei migliori bidoni delle pensioni di extracomunitari neri.

Il telaio è stato riverniciato e riverniciato e riverniciato ancora e infine completamente ricoperto di ruggine, è quindi impossibile scoprire la marca.
Le ruote, che furono le protagoniste dei miei desideri si sono purtroppo rivelate per tubolari (con mozzi Campagnolo estremi)
I cambi campagnolati sono vecchissimi, quello dietro sembra leggermente storto,forse è per quello che i neri si sono guardati increduli e stupiti quando mi hanno visto portarla via dal loro bidone.
Il campanello, il componenti più ricercato nelle biciclette è integro ma stranamente non suona.

Montati sul telaio,sfruttando un aggancio insolito,erano montati questi cosi misteriosi.















Chi indovina cosa sono vince una birra e un telaio 100% ruggine!

giovedì 23 aprile 2009

Le biciclette bianche - C. Caselli & F. Guccini


Questo video con Caterina Caselli è tratto dal film "Io non protesto, io amo" del 1967 di Ferdinando Baldi.
La canzone nel video si intitola "Le biciclette bianche" cantata con successo da Caterina caselli lo stesso anno al Festival di San Remo.
La canzone per intero è ascoltabile quì

Copio e incollo da un sito su C. Caselli: Dal punto di vista musicale è un peculiare ibrido, infatti ha un impianto (e un canto) beat, supportato però da un arrangiamento Rhythm & Blues, con grande uso di fiati e in evidenza una sezione di sassofoni che fa da contrappunto alle frasi.

La canzone è stata scritta da Francesco Guccini (ma firmata da Gino Ingroso e Franco Monaldi perchè ne Guccini ne la Caselli erano iscritti alla Siae) ed è ispirata al movimento olandese dei "provos".

Una mattina ti alzerai
un mondo un mondo bianco
e un mondo bianco troverai
un mondo un mondo bianco
e un'alba chiara sorgerà, wow, wow, wow
sul fumo della tua città
sulle città
in tutte le strade che vedrai
saranno nati i fiori
e l'urlo dei motori mai, mai più sentirai
Non è la neve che farà
un mondo un mondo bianco
il mondo bianco che verrà
un mondo un mondo bianco
ma ciò che credi e ciò che vuoi, wow, wow, wow
vestito in bianco assieme a noi
assieme a noi
Andremo per tutto il mondo poi, su biciclette bianche
e tante voci sentirai cantare assieme a noi
come noi
Andremo per tutto il mondo poi, su biciclette bianche
e tante voci sentirai cantare assieme a noi
come noi

Cosa sono i provos? copio e incollo:
La rivolta Provo, all’inizio degli anni ‘60 ad Amsterdam, è stata una delle prime forme di contestazione giovanili al concetto di proprietà, il primo episodio in cui i giovani hanno cercato di influire sul terreno della politica, senza ideologie, assumendo uno stile di vita libertario, ecologico e antiproibizionista. Il movimento Provo, composto da una stravagante raccolta di artisti visionari e anarchici, tra il 1965 e il 1967, ingaggiò una vera e propria guerriglia culturale non violenta contro i capisaldi della cultura borghese, la più famosa delle quali è senz’altro quella del "Piano delle biciclette bianche" che prevedeva di rimuovere tutti i lucchetti alle bici per porle a disposizione della collettività, dipingendole appunto di bianco per renderle visibili anche di notte. Per le vie di Amsterdam iniziarono a spuntare tante biciclette bianche prive di lucchetto e a totale disposizione della cittadinanza. Chiunque avesse una bici, nei piani dei Provos, avrebbe dovuto dipingerla di bianco e metterla a disposizione di tutti, nella speranza che questa pratica divenisse di uso comune e cacciasse le auto dal centro. L’idea fece presa nella popolazione, tanto che le autorità arrivarono al punto di dover sequestrare svariate biciclette, motivando il sequestro con il reato di presunta "istigazione al furto", non essendo le biciclette chiuse a dovere. Il "Piano delle biciclette bianche", seppur fallito per la ferma opposizione del potere politico che mal digeriva il concetto di "gratuito" e di "collettivo" in una società nella quale la proprietà privata era ed è imperante, ha però lasciato il segno ed è il motivo per cui ad Amsterdam circolano milioni di biciclette.

Consiglio anche di leggere la pagina su Wikipedia

Il termine provos ha anche probabilmente influenzato il nome d'arte di Nicoletta Strambelli, che in quegli anni iniziava la sua carriera come Patti Pravo.


Oggi in certe città americane le biciclette bianche hanno un altro significato, vengono posizionate delle biciclette completamente bianche in punti vicino alla strada dove un ciclista ha perso la vita a causa di un incidente.

La Bicicletta Accozzaglia

Stavo passando un brutto periodo ,perchè la mia MTB rigida regalo della cresima era ormai rotta e inutilizzabile ,così incominciavo a guardarmi un po' in giro.
La vidi in un bel pomeriggio di sole,in mezzo a tante altre la notai subito ,era tutta nera con rifiniture a ferro nudo,bella,robusta e dall'estetica non ricercata ma particolare ,mi sono subito innamorato ,ma mi sono comunque avvicinato fingendo poco interesse ,da vicino era ancora più bella.
Non era tutta originale,sembrava alternare pezzi di qualità a materiale rimediato in giro,era stata pulita e sistemata alla perfezione e dimostrava meno anni di quelli che aveva (ma ne aveva mooolti).
Non ne avevo mai provata una simile ma mi sono trovato bene da subito ,nonostante si avvertiva che la forcella non lavorava bene in quella bicicletta ,era infatti di qualità incredibilmente bassa rispetto al resto della bici. La stessa cosa valeva per altri componenti, ma ormai non potevo fare altro che farla mia.

Le prime settimane è stata usata veramente in modo molto Hard! , infatti si è subito crepata il telaio e spezzata una staffa dell'ammortizzatore.

Il negoziante è stato abbastanza gentile,non era in garanzia ma mi ha comunque regalato un telaio nuovo di qualità ancora più bassa e vecchio di almeno 5 o 6 anni e mi ha fatto dello sconto su altri materiali.

Quindi i pezzi sono stati passati tutti sul nuovo telaio,il risultato era orrendo,aveva perso tutta la sua bellezza e le geometrie del nuovo telaio non erano per niente sportive, i pezzi mal si adattavano tra loro,ma ormai mi ci ero troppo affezionato e ancora oggi è la mia bicicletta ufficiale per le Ciclo Imprese Estreme ,gli voglio tanto bene e giriamo felici e contenti.

Bicycle Race - Queen


Penso che questo video renda giustizia alla bellezza della canzone, a suo tempo fu censurato e non fu mai trasmesso, ma nel vinile era presente questo poster tratto appunto dal video.

Ritengo doveroso mettere anche il testo della canzone:

Bicycle bicycle bicycle
I want to ride my bicycle bicycle bicycle
I want to ride my bicycle
I want to ride my bike
I want to ride my bicycle
I want to ride it where I like

You say black I say white
You say bark I say bite
You say shark I say hey man
Jaws was never my scene
And I don't like Star Wars
You say Rolls I say Royce
You say God give me a choice
You say Lord I say Christ
I don't believe in Peter Pan
Frankenstein or Superman
All I wanna do is

Bicycle bicycle bicycle
I want to ride my bicycle bicycle bicycle
I want to ride my bicycle
I want to ride my bike
I want to ride my bicycle
I want to ride my
Bicycle races are coming your way
So forget all your duties oh yeah!
Fat bottomed girls they'll be riding today
So look out for those beauties oh yeah
On your marks get set go
Bicycle race bicycle race bicycle race
Bicycle bicycle bicyI want to ride my bicycle
Bicycle bicycle bicycle
Bicycle race

You say coke I say caine
You say John I say Wayne
Hot dog I say cool it man
I don't wanna be the President of America
You say smile I say cheese
Cartier I say please
Income tax I say Jesus
I don't wanna be a candidate
For Vietnam or Watergate
Cos all I want to do is

Bicycle bicycle bicycle
I want to ride my bicycle bicycle bicycle
I want to ride my bicycle
I want to ride my bike
I want to ride my bicycle
I want to ride it where I like

mercoledì 15 aprile 2009

Cicloimpresa Milano-Trezzo: FALLIMENTO TOTALE


1° motivo: il treno non è una pista da trial


2° motivo: i copertoni devono essere fabbricati in gomma anzichè pastafrolla e risalire almeno al XX° secolo

3° motivo: la mulo è tutta da rifare

4° motivo: la bici del bikesharing è ricavata dal pieno... nelle fucine di stalingrado

martedì 14 aprile 2009

E' Arrivata anche a Rimini


E' ufficiale! La moda delle biciclette a scatto fisso è arrivata anche a Rimini

Questa moda partita dalle principali città americane e da Londra è piano piano colata giù nel nostro continente prendendo tutte le principali città europee fino a entrare in Italia.
Prima a Milano e poi nel giro di qualche anno a Bologna e infine a Rimini.

vi chiederete: Come fai a dire che è arrivata?

Oggi pomeriggio ho fatto un giro in centro e ho visto ben due o tre negozi che esponevano in vetrina biciclette fisse.

vi chiederete: Negozi di biciclette?

Ovviamente no! nei negozi di bici ancora non sanno nulla di questa moda, i negozi dove ho visto queste bici sono dei negozi di vestiti o accessori alla moda.

vi chiederete: Ma come sono fatte queste bici? quanto costano?

Ma che domande fate?!? se andate in un negozio in centro che vende vestiti e accessori costosi e di qualità scadente pensate di trovarci una Bicicletta buona e che costa poco?!?

Le bici avevano la piega del manubrio interessante e la sella ovviamente era della b***ks come esige la moda, ma la qualità è bassa e sembravano le caricature delle biciclette fisse Americane che si vedono nelle foto e nei filmati. (fate caso anche alle ultime pubblicità , tipo quella della merdcedes)

Queste biciclette non hanno nulla da pista o guida sportiva e non vanno bene neppure per fare i trick, sono semplici bici per andare in centro o al mare.

La cosa che mi fa sorridere, è che tutto il mondo del ciclismo e in particolare quello delle bici fisse invidia e ama tutte le biciclette e tutti i componenti Italiani.
Le biciclette italiane sono venerate, gli stranieri pagano oro per avere anche semplici componenti italiani e noi abbiamo in vetrina delle biciclette di bassa qualità che imitano le bici americane e tutto intorno alla vetrina, OTTIME biciclette italiane, considerate dei rottami solo perchè un po' vecchie, quindi abbandonate a marcire da qualche parte.

Vicino all'arco abita un tipo che ha legato fuori casa delle vecchie bici e le tiene legate lì a fare la ruggine solo per evitare che la gente possa parcheggiare vicino alla sua porta. Tra queste bici c'è una Co***so sportiva che farebbe sbavare molte persone.

La gente non sa che spesso quelle biciclette "rottami":
  • Con qualche lavoro e pochi euro tornano perfettamente in funzione
  • Durano di più delle biciclette nuove
  • Spesso funzionano meglio delle biciclette nuove (meno fatica più comodità)
  • Spesso montano componenti di pregio oppure storici e quindi sono pezzi unici
  • E sopratutto, sistemarle invece che buttarle diventa una ottima forma di riciclaggio
Ma io so! ..cosa vi state chiedendo in verità:

Ma chi è la fig@ nella foto?

èh... a saperlo!..

Comunque sono contento sia arrivata questa moda! forse porterà un microscopico miglioramento al traffico e all'inquinamento.

giovedì 9 aprile 2009

cosa c'è nell'auto di un Mountainbiker?


Penso che almeno due terzi di questa roba era nella borsa che ho portato a Milano per l'impresa di Trezzo. Per non parlare di quella del ritorno...

Altro che auto! per noi ciclisti estremi questo è semplice "bagaglio a mano"

lunedì 6 aprile 2009

Proposte per il w.e.

Ho varie proposte pianeggianti e a basso costo per il prossimo Fine settimana

1) Ciclabile Marecchia fino a ponte Verucchio

2) Ciclabile Marecchia fino a Nova Feltria

3) Ciclabile Marecchia fino a Ponte Verucchio poi tornare a casa cambiarsi e andare in bici a giocare a Ultimate al Paganello

Con tutte le varianti del caso.
Per esempio io , Cecco e Campo arriviamo a ponte Verucchio da Viserba , RA2F , UmbO e il Miccale arrivano a ponte verucchio da dove gli pare ,Mangiamo Beviamo e poi andiamo giù assieme al paganello.

domenica 5 aprile 2009

Lavori in corso (il Mulo di Davide) 3

Il lavoro è finito!

Nel senso che è finito il tempo per fare il lavoro.

Nonostante la ristrutturazione ,la bici rimane VERAMENTE un catorcio scassatissimo.

Partiamo dalle cose più importanti ,COPERTONI e CAMERE D'ARIA.
Il copertone anteriore è talmente consumato che si intravede già la tela ,ma almeno sembra rimanere intatto ,invece il copertone posteriore si sta letteralmente sbriciolando ,gonfiavo la ruota e si formavano delle crepe su tutta la superficie ,se sfioravi la ruota con un dito mentre girava saltavano via i pezzi e ti rimanevano le briciole in mano. purtroppo non sono riuscito a rimediare un copertone messo meglio da nessuna parte ,spero di rimediarlo domani durante il viaggio (dovrei avere circa 1 klm di autonomia).

Le camera d'aria sono messe male.. MOLTO male. Non sarebbe una cattiva idea rimediarne una di scorta.
Visto che sicuramente la camera d'aria posteriore sarà messa a dura prova ,ho pensato fosse meglio dargli un aiutino ,ho preso una camera d'aria rotta e l'ho ritagliata lungo il bordo interno,poi dentro ho messo la camera d'aria della ruota posteriore e ho montato il tutto ,in pratica tra la camera d'aria e il copertone dovrebbe esserci lo strato della camera d'aria tagliata ,secondo me dovrebbe migliorare la resistenza alle forature. (forse)

La sella è stata tarata con un tappo di sughero ,appena il tappo si consuma un po' le due molle dovrebbero avere la stessa forza e quindi tenere la sella dritta.

La trasmissione è un disastro.
PREMESSA: probabilmente a questa bicicletta è stato cambiato il telaio ,sembra che a una vecchissima bici da uomo nera di dimensioni normali sia stato montato un telaio più recente di dimensioni piccole ,il nuovo telaio era predisposto per il cambio mentre la vecchia bici no.
In pratica la catena è troppo corta e la corona e il pignone non sono in asse ,quando si sforza sui pedali la ruota tende a spostarsi dalla parte del pignone andando fuori centro fino a toccare il telaio.

il telaio più piccolo fa si che quando si pedala e si sterza ,con il piede si tocca la ruota anteriore e quando si sterza molto le leve del freno si incastrano nel tubo orizzontale ,ma questo non porta nessun pericolo ,perchè tanto i freni non vanno e penso sia una fortuna ,perchè se dovesse capitare di fare una sgommata la ruota dietro esploderebbe subito.

Ma la cosa eccezionale è il rumore che fa questa bicicletta ,per ore e ore ho fatto in modo che niente strisciasse (parafanghi para catena catene pedali ecc..) e ho oliato e ingrassato tutto a volontà ,nonostante ora non ci sia più niente che striscia ,la bici fà un casino incredibile e trema tutta come se sotto ci fosse un motore.

Questa bici muletto ha carattere! ha veramente del gran carattere e penso che sarà in grado di affrontare un'impresa estrema ,forse non domani ...ma un giorno ...forse.

giovedì 2 aprile 2009

Lavori in corso (il Mulo di Davide) 2

Prima notte di lavori

Lavata , rilavata , spazzolata e raschiato via lo sporco più tenace.
Sotto gli strati di sporco e ruggine sono saltati fuori molti particolari interessanti.

La bicicletta sembra essere più antica di quello che pensavo ,ma la verniciatura rossa penso sia recente,lavandola solo con acqua fredda e sapone lo straccio per asciugarla è diventato rosso.
Sulla forcella nera ,sotto i graffi si intravede vernice o antiruggine rosso ,sotto i graffi del telaio invece si intravede un colore strano tendente al giallo/verde.
Il telaio ,la forcella ,il manubrio e i pedali non sembrano storti (da verificare bene),le manopole avevano uno strato di sporco appiccicaticcio incredibile ma sotto erano messe bene. Una delle due manopole aveva un buco e è stata riparata con un tappo in sughero.

Le ruote sono state una sorpresa,penso siano di grande qualità,purtroppo sono stortissime e mancano alcuni raggi , nonostante questo con un po' di olio senza neppure smontare i mozzi sono tornate a girare benissimo ,peccato solo che toccano nei freni.
Resta il mistero delle misure ,devo ancora capire come funzionano le varie misure delle ruote ,per esempio sul questo cerchio c'è scritto 26 x 1 3/8 ma è più grande di un copertone da 26.


Come si vede dalla foto le camere d'aria sono messe benissimo e mai riparate,una delle due è gigante e l'altra è piccolissima.
Purtroppo una non sembra avere passato brillantemente il test di tenuta stagna ,questa sera ci sarà un test più approfondito.

I freni penso siano i suoi originali e infatti erano un po' consumati ,i freni anteriori sono stati sostituiti con freni di qualche decennio più giovani,ma purtroppo a causa del cerchio storto e possibile regolarli solamente in 3 modi , 1) che toccano sul cerchio 2) che sono troppo distanti e non frenano 3) che un po' toccano e un po' frenano (attuale configurazione)

Ma il pezzo forte di questa bici penso sia la sella ,è sicuramente la sella più bella che io abbia mai avuto tra le mani.

Inizialmente visto che era rotta pensavo di cambiarla ,ma per vari motivi di reggisella non era possibile ,quindi è stata smontata per vedere se si poteva aggiustare.

Anche la sella come tutto il resto della bici portava i segni di varie riparazioni ,sotto la copertura è saltato fuori il famoso marchio "San Marco" ,il telaio nonostante fosse veramente massiccio era tutto storto ,troppo duro da raddrizzare ,forse è finita sotto una macchina.
Purtroppo non possiedo una saldatrice e il materiale che normalmente utilizzo è tutto materiale riciclato ,quindi sprovvisto anche di una misera spranga ho incominciato a rimettere insieme la sella con le gabbiette per i tappi del vino,la molla che mancava è stata fissata alla meglio con un'altra molla dalle origini sconosciute ,ovviamente le due molle non sono uguali.

Penso che , con molta probabilità ,questo lavoro alla sella si romperà ancora prima di iniziare l'impresa e forse in contemporanea con la foratura della camera d'aria.

Ciclo Fotografi Estremi


(1847 - 1922)

Alla bella età di 68 anni faceva 9,000 miglia all'anno , con la sua bicicletta carica di tutto l'equipaggiamento fotografico.

sul sito si possono leggere i suoi contributi al mondo della fotografia.