
REPORT UFFICIALE
Pidaleda straca amarcord. 28 giugno 2009.
La partenza per questa estrema pidaleda è fissata per le 9:30.
Naturalmente , le sveglie di molti partecipanti tardano a suonare e ci si presenta in condizioni altamente proibitive alla partenza.
Allo start subito si notano grandi assenze, ma ci si concentra sulle ottime presenze e sulle caratteristiche dei velocipidi da gara.
Nel vanto misto diviso equamente tra velocipidi e abbigliamento da gara, i primi coraggiosi si stappano una burn e danno il via alla punzonatura ufficiale.
Partono subito i primi discorsi pregara, le prime minacce e volano le prime sfide del tipo: "Oggi Vi Apro*" *(Doccale ore 9,43,rimini,Casetti 2009).
Tra i partecipanti volano occhiate da pura sfida, il nervosismo sale a dismisura e, dato che è poco probabile l'arrivo in condizioni erette di tutti, si procede con le prime foto ricordo.
PRONTI,VIA. PARTITI.
L'ultima frase ripetuta tra i partecipandi sembra essere questa: "non è competitiva, non è competitiva". Passano 2 curve e subito dal gruppo si odono voci del tipo: "STIAMO ANDANDO TROPPO FORTE,STIAMO ANDANDO TROPPO FORTE!!!"* *(Raffaello para,casetti,2009).
Era chiaro. Nessuno dei partecipanti vuole sfigurare in una pidaleda cosi estrema. Ma il tracciato sembra proibitivo, pendenze estreme e sole cocente rischiano di far collassare i nostri eroi cicloestremi, molti dei quali con zero allenamenti sul groppone.
NESSUNA PIETA'.

Si tira da matti, nessuno molla. Si rinuncia a bere,parlare ,non si scherza. Acido lattico alle stelle. Pochi kilometri, e si decide la gara. Primo GPM. Umbo e Cecco sembrano in vantaggio estremo, quando dalle retrovie parte uno scellerato doccale tentando uno scatto proibitivo che,senza rendersene conto,gli sarebbe poi costato l'intera gara. Lo vince. Arrivato al passo del primo GPM, il collasso. Il ragazzo non ne ha più, si ferma. Chiede una pausa. Ma non sa contro chi sta gareggiando.
NESSUNA PIETA'.
La gara prosegue, i partecipanti se ne sbattono e continuano a tirare. Gabriale, Umbo, Ra2f, Cecco, Ale, e Marco foatbol(seppur il piu affaticato) tirano dritto. Dopo pochi kilometri, nessuna traccia del Doccale. Il vuoto. Poki minuti dopo: la svolta. Arrivati quasi al secondo GPM, i cicloestremi dalle lingue felpate, si vedono sbeffeggiati da una scorrettezza a dir poco clamorosa. Infatti, ognuno di loro vede alla propria sinistra sorpassare il proprio velocipide da un motore della fotoreporter Federica, alla quale sinistra era attaccato l'ormai disperso DOCCALE, in pieno stile SAIDEKAR.
SQUALIFICA IMMEDIATA.
Uno dei tratti piu duri del tappone attaccato a un motore.
NESSUNA PIETA'. Breve pausa per riflettere sull'accaduto, per rendersi conto della squalifica immediata del Doccale, per valutare se la sua scusa ufficiale di una eventuale/immaginaria uscita di catena poteva essere presa in considerazione, per decidere di non prenderla in considerazione, e VIA.
RIPARTITI.

Le ultime curve ammazzano. I distacchi aumentano. La rocca di verucchio è visibile da poche centinaia di metri. Nessuno molla, pur rischiando la vita in molte situazioni. La competizione è alle stelle, in confronto il mortirolo gli fà una pippa ai partecipanti. Arrivo in piazza a verucchio penso nel seguente ordine: Cecco ,Ale , Umbo, Gabriale ,Doccale,ecc...
Poi per i piu temerari arrivo alla rocca, per gli altri barella e trasporto eccezzionale alla rocca.
Le condizioni dei partecipanti alla rocca di Verucchio sono altamente proibitive, nessuno di loro può rendersi conto di quello che ha fatto, ma soprattuttto del modo in cui lo ha fatto e del poco tempo che ci ha messo.
Alcuni partecipanti vengono colti dalla allucinazioni post fatica quando si accorgono di aver perso un partecipante. Marco Foatbol,l'uomo dal sandalo sul pedale, infatti, tarda all'arrivo e subito scattano i pensieri piu strani.
Morte soffocata,caduta precipitosa, evaporazione cosmica. Parte una spedizione per ritrovarlo, ma niente.
Dopo poke ore, compare il suo ologramma, quasi camminasse sulle acque.
ARRIVATI, IMPRESA COMPIUTA. Nessuno si preoccupa del ritorno. Si pensa sia una passeggiata.

I cicloimprenditori estremi si apprestano al pranzo con vivande e cibi dal sapore casereccio,qualcuno procede al doping e qualcuno all'aflebo. Tra i concorrenti primeggia questa frase "RiPartiremo tra 3 ore, minimo alle 18....".
Ore 14: Già in sella.
La partenza è ancora cappeggiata dalla solita frase: "non è competitiva, non è competitiva". Poki metri e la solita smentita.
Il Doccale, non accettando la squalifica ufficiale, vuole riscattarsi. E parte alla bersagliera, facendo il vuoto. Facile, per chi si è fatto tutto il tratto piu duro in salita con la dolce compagnia di uno scooter 150. Marco foatbol lo segue a poki metri in compagnia del solito Cecco, quasi a livello professionistico.
Il ritorno dei partecipanti è altamente polleggiato, con brevi accellerazioni ma nulla di competitivo finalmente.
Arrivati ai casetti. Il resto è storia.
Alcune annotazioni:
Cecco: pronto ormai per sfondare nel professionismo.Alto livello.
Ale Baldo: Costante e tenace, tiene botta anche con un labrusco sul groppone. Stoico.
Ra2f: Silenzioso, determinato,costante. Sempre a ruota.
Marco foatbol: eccezzionale col sandalo da gara. Riscatto meritato al ritorno.
Gabriale: STOICO. Il vincitore morale della gara. Velocipide proibitivo, grinta da matti. STOICO.
Umbo: sempre sui pedali, acido lattico alle stelle, lingua felpata. Apre il doccale in salita. Competitivo.
Doccale: non gestisce le sue energie. Dignità e ripetto del regolamento azzerati. Troppo competitivo.Agonismo perenne e incrollabile.
Federica: ottima fotoreport e assistenza(troppa,nei casi di traino...)e ottimi biscotti.La prossima sui pedali.
Pidaleda Stoica Riuscita.
Appuntamento alla prossima impresa estrema.




